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Ma perché il ministro Giuli e il vicepremier Salvini stanno scazzando cosi tanto?





Allora, il ministro della Cultura Alessandro Giuli e il vicepremier Matteo Salvini si stanno sul cazzo. E da qui partiamo Da una parte c’è il ministro dei Trasporti, che considera ogni problema italiano risolvibile con un ponte o un elenco. Dall’altra il pifferaio magico , che riesce a trasformare anche un briefing sui cantieri Anas in un seminario su Heidegger e il Tao Te Ching.


La miccia parte alla Biennale di Venezia. Il presidente (nominato da Sangiuliano) Pietrangelo Buttafuoco ha deciso di mantenere alla Fiera il padiglione russo. Giuli non l'ha presa bene per via del fatto che così, secondo lui, "si fa un regalo a Putin".

Difatti, il grande assente all'inaugurazione era Alessandro Giuli. Salvini invece, che ha accolto con favore la presenza del padiglione russo alla Biennale, va lì e fa il suo numero: “Gli assenti hanno sempre torto”. Frase che ufficialmente riguarda gli artisti che boicottano il padiglione russo. Ma detta da Salvini assume sempre un tono da padre separato che scrive status passivo-aggressivi su Facebook alle 2 di notte.


Giuli la prende malissimo e risponde: “Pensavo parlasse del suo assenteismo al ministero”.

Boom.


Cioè il ministro della Cultura accusa il ministro delle Infrastrutture di non andare a lavorare. Pubblicamente. In pratica la versione governativa di: “Diglielo davanti a tutti, amore”.

A quel punto Salvini fa la cosa più italiana possibile nel 2026: screenshotta la replica di Giuli e la invia nella chat con gli altri ministri.

Il ministro Alessandro Giuli vestito da Gabibbo
Il ministro Alessandro Giuli vestito da Gabibbo

I due avevano già scazzato per il piano Casa, esposto qualche giorno fa da palazzo Chigi.

Nella pratica Salvini voleva asfaltare le Soprintendenze perché ritiene che siano un intralcio burocratico contro la costruzione di nuove strutture.


Queste Soprintendenze (che dipendono dal Ministero della Cultura, quindi da Giuli), nessuno nel 2026 sa cosa sono ma servono a:

  • proteggere centri storici,

  • monumenti,

  • paesaggi,

  • zone vincolate Ovviamente Giuli invece le vuole tutelare, senza togliere a loro nessun potere. Perché, secondo lui, servono a proteggere il patrimonio storico.


Nel famoso Cdm sul Piano Casa, Salvini avrebbe detto: “Le Soprintendenze andrebbero rase al suolo”.


E Giuli: “Ripetilo pubblicamente se hai coraggio”.


Praticamente non un Consiglio dei ministri ma una puntata di Uomini e Donne diretta da Machiavelli.


Pare che in questo scazzo sia pure intervenuto come paciere Lollobrigida. E Meloni in mezzo, costretta a tenere insieme tutto. Manca solo: “Giuli ha abbandonato il gruppo”. Poi Salvini che cambia l’immagine della chat col Ponte sullo Stretto. E Crosetto che scrive: “Raga però domani abbiamo la Nato”.




 
 
 

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