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Milano Cortina: no Visa, no cash, no party?


Alle Olimpiadi si paga solo con Visa e contanti. Ma è giusto?

Il monopolio dello sponsor a confronto con la nostra società e un consiglio non richiesto al Comitato Olimpico Internazionale


L'ingresso del megastore in piazza Duomo
L'ingresso del megastore in piazza Duomo

Alle Olimpiadi di Milano Cortina si paga solamente con carte Visa e contanti. No, non è una notizia, perché da tempo la cosa è nota. In realtà, è dal 1988 che è così. Con i giochi estivi di Seoul e quelli invernali di Calgary (fino al 1992 i due cicli olimpici si svolgevano in parallelo), infatti, entrò a regime un accordo di sponsorhip fra il gigante americano dei pagamenti e il Comitato Olimpico Internazionale, firmato nel 1986. Da allora, le transazioni negli store ufficiali a cinque cerchi, avvengono esclusivamente con strumenti di pagamento Visa o con il caro e vecchio cash. Vale per Milano Cortina così come valeva per Parigi 2024.


Nulla di male, il programma Visa-Cio “ha fatto anche cose buone”, si perdoni la citazione. I giochi olimpici di Londra 2012 sono stati il battesimo ai pagamenti contactless di massa e, per citare un esempio sportivo, la sponsorizzazione Team Visa ha portato centinaia di atleti ai giochi supportandoli finanziariamente e logisticamente. In discipline che spesso non navigano nell’oro, e con tutto il bendidio di contesto geopolitico in cui ci troviamo a vivere, non è un fatto indifferente. Anzi, chapeau.


Il problema, però, senza scomodare questioni ricollegabili alla libera concorrenza, è di evidente natura pratica. Non tutti possediamo una carta Visa. Eppure, lo dice anche il sito del Cio chiaro e tondo: “I Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026 accettano solo prodotti di pagamento a marchio Visa [...] oltre al contante [...] per pagare cibo, bevande e prodotti ufficiali”. Ma davvero? Viviamo nell’epoca in cui tutti possono fare tutto con tutto, in cui il denaro è diventato puro codice informatico e dove tirare fuori una banconota da 100 euro al supermercato, equivale a dichiararsi evasore fiscale (o persona di natura profondamente conservatrice). Veramente in questo momento storico, chi non ha sottoscritto un contratto con Visa, deve pagarsi il panino al curling con monetine e banconote? No dai, non può essere. E invece sì, è così. Andiamo sul campo.


Il megastore di piazza Duomo
Il megastore di piazza Duomo

Il megastore dei giochi olimpici domina da diverso tempo piazza del Duomo. 1200 metri quadri dove poter acquistare prodotti ufficiali di Milano Cortina o della spedizione azzurra come tute, occhiali, maglioni, cappellini e così via. All’ingresso, ad attendere il potenziale cliente, l’avvertimento: “Pagamenti con carta? Accettiamo solo Visa”. Non si tratta di una scritta nascosta o mascherata. È indicata chiara e tonda sotto l’insegna con i loghi ufficiali e la dicitura MEGASTORE. Non c’è trucco, non c’è inganno. Si entra e i capi sono bellissimi. L’appeal del luogo magari no. L’effetto tendone da fiera, infatti, stride un po’ con il bellissimo giaccone bianco targato Armani che costa (probabilmente valendoli) 670€. Però, in generale, l’offerta è di livello.


Il negozio è pensato per essere percorso interamente dal visitatore, sviluppato per il lungo, a favorire il deflusso sull’uscita collocata all’estremo opposto del tendone. Cammina cammina e magari una cosina ti piace. Mettiamo un cappellino. Cosa fai? Lo prendi, te lo provi, ti specchi e se ti sta bene lo porti con te verso l’uscita. Avvicinandoti alle casse si moltiplicano le scritte, che sono pressoché ovunque, a ricordarti che qui si paga solo con Visa e contanti. All’improvviso realizzi: “quelle scritte ce l’hanno con me, che non ho una carta Visa!”. E adesso? Che fai?


"Accettiamo solo Visa". I cartelli avvisano gli utenti delle modalità di pagamento
"Accettiamo solo Visa". I cartelli avvisano gli utenti delle modalità di pagamento

Non temere, acquirente a cinque cerchi. Di lato alle casse c’è un pratico sportello di prelievo che viene in tuo soccorso. Affiliato a una banca italiana, permette il ritiro dei contanti. Certo, se si è clienti di quella banca non si pagano commissioni, altrimenti lo scoprirai solo vivendo nel tuo estratto conto mensile. E nel mondo digitale in cui viviamo, la tassa sul contante al consumatore finale fa un po’ sorridere. Chi scrive, invece, il sorriso lo ha perso e ha lasciato il cappellino in negozio prima di uscire.


Il limite pratico a questo sistema, sta anche nel fatto che sempre più persone nel mondo vanno in giro senza carte di pagamento, ma hanno i loro strumenti caricati a bordo degli smartphone. Quindi, se uno non ha la carta fisica con sé? Come ritira? Saranno tutti gli ATM sparsi per le varie sedi olimpiche provvisti di prelievo cardless attivabile da telefono? Quello di piazza Duomo, per la cronaca, non lo è. No Visa, no cash, no party. A disposizione dei clienti, però, dobbiamo dirlo, c’è la Milano Cortina 2026 card. Una carta virtuale e temporanea, attivabile su smartphone, che consente anche chi non è titolare di carte Visa di poter effettuare pagamenti. Ovviamente, per sottoscriverla, si deve passare sempre da Visa. E lì torniamo.


Un consiglio non richiesto a Fondazione Milano Cortina 2026 e al Comitato Olimpico – Nel caso del sopra citato panino al curling magari ci saranno altre possibilità. Forse spunteranno food truck esterni alle arene, forse si troveranno altri modi. Ci si augura tutti, d’altronde, che le cose vadano al meglio sia per organizzazione che per i risultati sportivi (forza azzurri, sempre, e fin’ora i risultati ci danno ragione). Però, se sommiamo le polemiche per la pista di bob, i paventati e mai realizzati aeroporti/eliporti, i prezzi dei biglietti, diciamo, in taluni casi, non proprio popolari (questi sul sito sì che si possono pagare anche con Mastercard) e mettiamoci pure la zuffa dei tedofori, sembra che poche cose stiano andando nella direzione di rendere queste olimpiadi simpatiche alle persone. Il consiglio non richiesto, quindi, da persone che ai giochi ci tengono, è semplice: amici di Milano Cortina e del Cio, la questione con Visa ci pare cristallizzata. Ma oltre a fare, intanto, qualcosa in più per il ritiro dei contanti vicino alle aree olimpiche, possiamo cominciare a pensare a modelli di sponsorizzazione un po’ diversi da quelli monolitici degli anni Ottanta e Novanta, quando società e abitudini di consumo erano solo lontane parenti di quelle che ci sono oggi? Per tutto il resto c’è… Visa.


 
 
 

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