Giorgia Meloni ha scelto Fabrizio Corona per disinnescare i Berlusconi?
- The Journalai
- 6 giorni fa
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Negli ultimi mesi, attorno al triangolo Giorgia Meloni – Fabrizio Corona – Pier Silvio Berlusconi, si è andato costruendo un racconto che non poggia su certezze ma su voci, segnali e letture politiche che circolano con insistenza nei palazzi romani e negli ambienti della maggioranza. Un intreccio che mescola gossip, televisione e potere, e che racconta molto delle fragilità interne al centrodestra. Facciamo una doverosa premessa: in questo pezzo ci sono solo ipotesi e nessuna certezza: quindi se non siete amanti dei retroscena non state a leggerlo. Si parla di fantapolitica basata su voci che circolano all'interno dei palazzi.
Partiamo da Fabrizio Corona. Lo sappiamo tutti, l'ex-re dei paparazzi con Falsissimo ha aperto una campagna mediatica che non risparmia nessuno: da Fedez ad Alfonso Signorini, arrivando fino a Mediaset. Infine, e nemmeno troppo in punta di piedi, i Berlusconi figli. A sentir lui nasce tutto dalla voglia di vendetta che ha nei confronti della rete da cui si allontanò (o venne allontanato) il padre Vittorio. Le voci che girano nella maggioranza, invece, indicano che qualche dritta potrebbe essergli arrivata da ambienti vicini a Fratelli d’Italia. Nulla di dimostrabile, ovviamente. Ma in politica, si sa, se non puoi provarlo, puoi almeno sospettarlo con eleganza.

E qui il quadro si fa interessante. Perché l’obiettivo finale di Corona, secondo molti, non sarebbero Signorini o la De Filippi ma, bensì, Pier Silvio e Marina Berlusconi. Guarda caso, proprio mentre Pier Silvio continua a ripetere come un mantra che “la politica non è un tema”, ma lo dice così tante volte che sembra stia facendo le prove davanti allo specchio. Qualcuno se lo chiede da tempo: cosa succederebbe se il cognome Berlusconi tornasse davvero in campo, non come eredità ma come progetto?
Una prospettiva che, sempre secondo i retroscena, non entusiasma particolarmente Giorgia Meloni. Non per antipatia personale, sia chiaro. Ma perché la presidente del Consiglio ha imparato sulla sua pelle che la vera opposizione non arriva mai dall’opposizione partitica. In tre anni di governo, infatti, il colpo più duro non le è arrivato dal Pd o dai Cinque Stelle, ma da Striscia la Notizia di Antonio Ricci, che con i fuori onda di Andrea Giambruno ha fatto più danni di una mozione di sfiducia. Risultato: separazione col compagno, tempesta mediatica e un promemoria inciso sulla pietra: mai sottovalutare Mediaset. D'altronde, Silvio Berlusconi la avvisò pure: "Si ricordi che il suo uomo lavora per me". Affermazioni a cui lei rispose: "Berlusconi si ricordi che non sono ricattabile". Detto, fatto. Giorgia Meloni, dopo i fuorionda, si è liberata dell'unica cosa che la rendeva davvero ricattabile: Andrea Giambruno.

Ed è forse per questo che alcuni hanno letto come un segnale politico, più che televisivo, il ridimensionamento di Striscia, da presenza quotidiana a settimanale. Ufficialmente scelte editoriali, ufficiosamente, per i più maliziosi, un ramoscello d’ulivo. Come a dire: “Tranquilli, non mordiamo più. Al massimo pizzichiamo”. Poi arriva la scena finale, da manuale di politica all’italiana. Conferenza stampa di inizio anno. Giorgia Meloni che spende parole zuccherose per Antonio Tajani, elogiandone ruolo e centralità. Un gesto normale? Certo. Ma alcuni ci hanno visto un messaggio cifrato indirizzato altrove. Perché Pier Silvio, solo qualche tempo fa, aveva detto che Forza Italia avrebbe bisogno di rinnovamento nel post-Tajani. E allora il sottotesto diventa chiaro: il presente lo decide la politica, il futuro, forse, se ne riparla.
Morale della favola: nessuna prova, nessuna certezza, solo una quantità industriale di coincidenze. Corona che attacca Mediaset, Mediaset che si difende, Pier Silvio che osserva, Meloni che previene. Tutto mentre il centrodestra sorride compatto davanti alle telecamere.

C'è poi un ultima questione: Fabrizio Corona non ha mai nascosto il suo apprezzamento per la regina della Garbatella. A luglio del 2023, quando lo incrociammo in tribunale a margine di un'udienza, ci disse: "Non ho votato, ma se fossi andato avrei messo la X sulla destra di Giorgia Meloni". Corona non ha mai nascosto neanche l'idea di creare un suo partito e buttarsi in politica "lo chiamerò Falsissimo" ci diceva tra le scale della procura. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni sarà sentita il 21 maggio a Palazzo Chigi come persona offesa nel processo per diffamazione aggravata a carico di Fabrizio Corona, in corso a Milano. Meloni e l'ex deputato di FdI Manlio Messina, avevano denunciato Corona per un articolo pubblicato da Dillingernews dove si ipotizzava un legame presunto fra i due. Stando a quanto emerso, a questo incontro parteciperanno anche Fabrizio Corona e il capo della procura di Milano Marcello Viola. Cosa si diranno i ragazzi?




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