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Pontida, imbrattato poster di Bossi nel giorno del suo compleanno: affissi sticker della Lega Lombarda con scritte “senza palle, falliti, buffone”

1 ora fa
Tempo di lettura: 3 min



“Falliti”, “flop politico-economico”, “buffone”. Sono alcune delle scritte comparse su brandelli di sticker della Lega Lombarda, affissi sopra un poster di Umberto Bossi, fondatore della Lega, alla vigilia dello storico raduno di Pontida.


Il manifesto originale recitava “Né neri, né rossi, ma liberi con Bossi” e mostrava una fotografia del Senatùr con il sigaro, accompagnata da una scritta di ringraziamento: “Grazie Umberto”.


La teca che custodiva il poster era collocata di fronte a uno dei bar a pochi passi dal pratone di Pontida, uno dei punti di ritrovo abituali per i militanti prima di raggiungere il grande raduno leghista.


“Quella è una delle nostre bacheche”, ha spiegato Luca Toccalini, coordinatore federale della Lega Giovani. “È una cosa squallida e non so chi possa aver fatto una cosa del genere. Un gesto che si poteva evitare”, ha aggiunto, sottolineando il particolare momento in cui è avvenuto: proprio nel giorno del primo compleanno di Bossi senza di lui.


La vigilia di Pontida, infatti, coincide con una ricorrenza particolarmente simbolica per la Lega. Nella cappella dell'Abbazia di San Giacomo si è tenuta una commemorazione per il compleanno del fondatore, che avrebbe compiuto 85 anni, a sei mesi esatti dalla sua scomparsa, avvenuta il 19 marzo 2026.

Abbazia di San Giacomo, dove si è tenuta la commemorazione per il compleanno di Umberto Bossi.
Abbazia di San Giacomo, dove si è tenuta la commemorazione per il compleanno di Umberto Bossi.

Alla funzione non ha partecipato il segretario Matteo Salvini, impegnato nella preparazione del grande raduno di domenica. C'erano però esponenti della vecchia guardia e rappresentanti degli attuali vertici del partito: da Giuseppe Leoni, cofondatore della Lega Nord insieme a Bossi, al ministro Roberto Calderoli, passando per il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, l'eurodeputata Susanna Ceccardi e una delegazione dei giovani leghisti. Presente anche lo storico speaker e presentatore del raduno, Daniele Belotti.

Ed è proprio in questo contesto che il manifesto dedicato al fondatore è stato preso di mira.


“Senza palle” recitava uno degli adesivi, posizionato proprio sopra la parola “Grazie”. Altri sticker sono stati applicati sugli occhi e sulla bocca di Bossi. Altri ancora sono stati trovati fatti a brandelli lungo il marciapiede della superstrada che divide in due Pontida.

Sull'asfalto sono comparsi anche alcuni bigliettini con messaggi rivolti direttamente alla Lega: “Lega traditore e ladrona, l'elettore non perdona” e “Lega di ladri è finita, hai tradito il federalismo”.


Un militante, visibilmente sorpreso davanti alla fotografia imbrattata, ha osservato: “Forse hanno coperto occhi e bocca come a far intendere che il Senatùr non vede e non sente”.

La reazione dei vertici del partito non si è fatta attendere.

“Chi lo ha fatto è un imbecille, sono cretini”, ha tuonato il leader della Lega Matteo Salvini. "Dalla calligrafia, penso sia proprio lo scemo del paese".

nella foto il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo; Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli; Il ministro dei trasporti e leader della Lega Matteo Salvini; Luca Toccalini, coordinatore federale della Lega Giovan;
nella foto il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo; Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, Roberto Calderoli; Il ministro dei trasporti e leader della Lega Matteo Salvini; Luca Toccalini, coordinatore federale della Lega Giovan;

Più cauto il capogruppo della Lega al Senato, Massimiliano Romeo, che ha sottolineato la natura degli adesivi: “Questi sono sticker storici della Lega Lombarda. In giro non li trovi più, ma non c'entra niente con la Lega”.


Un episodio che arriva in una vigilia apparentemente tranquilla, ma che nelle ultime settimane ha visto crescere le tensioni all'interno del partito, dopo gli affondi rivolti al “Capitano” dal governatore lombardo Attilio Fontana e dallo stesso Romeo.


Andatevene a quel paese”, ha commentato stizzito Roberto Calderoli, eminenza grigia e per oltre trent'anni uno degli architetti del partito. Il ministro per gli Affari regionali e le Autonomie, poco prima, aveva piantato un ulivo come gesto di pace e in onore di Bossi. Di fronte al racconto di quanto accaduto al manifesto, Calderoli ha preferito non vedere direttamente la fotografia e ha commentato l'insistenza Journalaia con: “Questo è stalking”.


I malumori nella base e le tensioni delle ultime settimane arrivano così alla vigilia del raduno, proprio mentre la Lega si prepara a mostrarsi compatta dal palco di Pontida.

Alla domanda se il partito sia abbastanza unito da poter brindare con lo champagne, Romeo sorride e minimizza: “Più che champagne, direi un timido prosecchino”.


In un parcheggio a ridosso del pratone di Pontida hanno scritto: "ridacci la Lega" e "Salverdini mer.."
In un parcheggio a ridosso del pratone di Pontida hanno scritto: "ridacci la Lega" e "Salverdini mer.."

E sulla presunta spaccatura tra Romeo e Fontana da una parte e Salvini dall'altra, il capogruppo leghista replica: “Non chiamiamole fronde, ma consapevolezza da buona parte della base che spinge affinché ci sia un rinnovamento per rilanciare il movimento, visto il momento delicato e la difficoltà che stiamo vivendo”.

Niente franchi tiratori e nessuna “via crucis”, ribadisce Romeo.

Ma quando a Salvini viene chiesto chi avrà diritto di parola dal palco di Pontida, la risposta del segretario lascia aperta la porta alla vigilia: “Dormiteci su”. di Edoardo Bianchi

 
 
 

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