Troppo Salis nel pesto! Schizza la pressione nel centrodestra post elezioni liguri
- The Journalai
- 28 mag 2025
- Tempo di lettura: 3 min
La Russa sfonda la Lega sulle comunali di Genova: “Sbagliato il candidato"
Bocchino propone Cruciani come candidato a Milano nel 2027

Sala gremita, camerati composti e pronti all’ascolto. Il tema? Il libro di Italo Bocchino "Perché l’Italia è di destra. Contro le bugie della sinistra". Ma prima di sviscerare le ideologie politiche, c'è spazio per un momento di sana autocritica:
"Dobbiamo fare la guerra alle biciclette!" tuona Cruciani dal palco. E rincara: "Alle ultime elezioni di Milano si è sbagliato candidato". Ironico e infuocato, il conduttore della Zanzara è ancora 'on air' e più 'on fire' che mai. Ma dal pubblico si leva una voce: Ignazio 'da Paternò' prende parola e spara: "Anche a Genova".
Grande Ignazio 'da Paternò', che la tocca piano sulle recentissime comunali del 2025. Peccato solo che non sia un cittadino qualunque, ma la seconda carica dello Stato. E quella appena sganciata è una bomba a profondità che fa tremare la muraglia, apparentemente solida, della maggioranza.

La platea mormora, qualcuno sibila: "È incompetente!". Ma Crux, come lo chiamano i suoi fan, da conduttore navigato serra le fila e replica: "Anche se non ha esperienza politica, la Salis andrà giudicata per ciò che farà, non per quello che non ha fatto. Ha vinto perché il centrodestra ha perso un uomo come Bucci, che aveva molto consenso, e non è stato in grado di trovare un'alternativa credibile. Un candidato all’altezza".
Per carità, col senno di poi siamo tutti profeti. Ma la profetica noia del “te lo avevamo detto, ma volevi a tutti i costi il Picio" aleggia come nebbia da fine partita.
Pietro Piciocchi, già vicesindaco e assessore al Bilancio nella giunta Bucci, e suo facente funzioni dopo l'elezione di quest'ultimo a presidente della Regione Liguria, è stato sostenuto principalmente dalla Lega e dal sindaco uscente. Non proprio un coro unanime: esponenti di Fratelli d’Italia lo ritenevano privo del carisma e dello standing di Bucci. Ma l’alternativa?
L’alternativa è mancata. O, come ha rincarato lo stesso Ignazio 'da Paternò', è mancato proprio "un confronto con un altro candidato".
E allora arriva Italo Bocchino che la spara grossa: "Candidati tu, che frequenti i salotti giusti", indicando Cruciani. "No!", risponde secco il giornalista. "Per l’amor di Dio”.

In platea la 'Santa' ministra del Turismo si sganascia, mentre Ignazio cerca di fare ordine sulla disfatta: "Il vero problema è che, negli ultimi anni, nelle grandi città, il ceto medio è stato espulso ed è finito in provincia. Così abbiamo iniziato a perdere a Milano e Genova, mentre troviamo soddisfazione nei comuni minori. Nelle città è rimasto un dualismo tra ricchi e poveri. Manca il ceto medio”.
Una visione accattivante, che fa affrontare la sconfitta cum grano Salis. Un tale buonsenso che trova ‘l’happy ending’ nelle parole dello stesso Cruciani: "Neo sindaco inesperto? Io ho fiducia nella democrazia: il voto è sacro. Conta ciò che farà, non da dove arriva".
Il resto sono chiacchiere e letture. Tra elenchi di insulti attribuiti alla sinistra contro figure della destra e riflessioni su come avrebbe reagito l’opinione pubblica a parti invertite.
Anche noi Journalai ci siamo posti qualche domanda, quando Ignazio 'da Paternò', citando una vecchia uscita infelice del fotografo Oliviero Toscani (che diede della "ritardata mentale" a Giorgia Meloni e del "deficiente" proprio allo stesso La Russa), ha detto: "Mi pare non ci sia più?!". E dal brusio si è levato un commento: "Menomale".
A parti inverse, siamo proprio sicuri che un artista politicamente esposto avrebbe ricevuto lo stesso trattamento?
Di Edoardo Bianchi




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